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Il mondo non ha bisogno della vostra pila di pietre

Queste piccole pile di pietre, chiamate ometti, potrebbero essere divertenti da costruire, ma la loro proliferazione in tutto il mondo si sta trasformando in un vero problema.

Una specie invasiva è apparsa su spiagge remote, sentieri escursionistici, colline e vette in tutto il mondo. Inanimato, fatto di materiali locali e abbastanza facile da smontare, potrebbe non sembrare un problema a prima vista, ma in realtà lo è. Si tratta di quelle pile di pietre di varia misura, conosciute anche come “inukshuk”, quando hanno l’aspetto di una forma umana.

Accatastare le pietre e lasciarle visibili agli altri non è una novità. Queste strutture sono utilizzate da millenni, utilizzate per tracciare sentieri, terreni di caccia e luoghi di importanza spirituale. Ciò che è cambiato, tuttavia, è il numero di turisti che accedono a luoghi precedentemente inaccessibili e che vogliono lasciare il loro segno con simili pile di pietre per ragioni strettamente estetiche. I lavoratori del parco di Killarney nell’Ontario, in Canada, ne hanno smantellate fino a 30 in un solo giorno. Patrick Barkham, sul The Guardian, ha scritto:

“Il turismo d’avventura e i social media hanno creato una tempesta di pietre perfetta: le navi da crociera trasportano centinaia di visitatori in isole un tempo remote come le Orcadi, le Faroe o l’Islanda, e ogni passeggero brucia di desiderio creativo nel commemorare le proprie visite su Instagram“.

L’invasione di questi cumuli di pietra senza alcuno scopo, testimonia solo la smania di protagonismo di un certo tipo di turismo.

La regola è non lasciare traccia

Mentre molti di noi si rendono conto che stiamo calpestando territori precedentemente scoperti, non è qualcosa che tutti vogliono ricordare. Questa è una delle ragioni per cui si ricerca la natura selvaggia, mentre le pile di pietre non fanno altro che ricordare la presenza dell’uomo e, soprattutto in questo caso, per ragioni puramente esibizionistiche.

Nelle parole di Barkham:

“Una foresta di pietre impilate distrugge tutto il senso della natura: le pile sono un’intrusione, fanno pesare il nostro passaggio su altri molto tempo dopo la nostra partenza, è un’offesa alla prima e più importante regola dell’avventura nella natura selvaggia: non lasciare traccia“.

Ci sono altri motivi per cui l’ossessivo accumulo di pietre non è una buona idea. Lo spostamento di pietre può distruggere gli habitat della fauna selvatica di cui potresti non essere nemmeno a conoscenza.

Infine, crea confusione su quali pile sono autentici segnapunti. Il sovrintendente del Killarney Provincial Park in Ontario, Canada, ha dichiarato a The Globe and Mail circa dieci anni fa che “la proliferazione di inukshuks costruiti da persone benintenzionate ma che non segnalano dei veri sentieri, minacciano di condurre gli escursionisti fuori strada”.

In conclusione, è sempre meglio lasciare intatto un luogo selvaggio, sia per l’ambiente che preserviamo sia per chi verrà dopo di noi e potrebbe non avere alcuna voglia di vedere discutibili tracce del nostro passaggio.

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