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	<title>Casa e Natura Archivi - Back To The Wild</title>
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	<description>L&#039;arte di tornare alla Natura</description>
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	<title>Casa e Natura Archivi - Back To The Wild</title>
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		<title>Come Realizzare un Antiparassitario Naturale per Cani e Gatti</title>
		<link>https://www.backtothewild.it/2025/05/22/come-realizzare-un-antiparassitario-naturale-per-cani-e-gatti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[supertramp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 18:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[antiparassitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si vive a stretto contatto con la natura, la salute dei nostri amici a quattro zampe è una priorità. Pulci e zecche, specialmente durante [&#8230;] <span class="read-more-link"><a class="read-more" href="https://www.backtothewild.it/2025/05/22/come-realizzare-un-antiparassitario-naturale-per-cani-e-gatti/">Read More</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si vive a stretto contatto con la natura, la salute dei nostri amici a quattro zampe è una priorità. Pulci e zecche, specialmente durante la bella stagione, possono rappresentare un fastidio sia per loro che per noi. Se preferisci evitare prodotti chimici e vuoi prenderti cura dei tuoi animali in modo naturale, ti proponiamo una ricetta semplice e sicura per creare uno spray antiparassitario fai-da-te.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché scegliere un antiparassitario naturale?<a href="https://github.com/copilot/c/c1db6b02-e153-4c6d-8f08-d5439521fbeb#perch%C3%A9-scegliere-un-antiparassitario-naturale"></a></h3>



<p>Gli antiparassitari industriali possono contenere sostanze aggressive che, a lungo andare, potrebbero causare irritazioni cutanee o altri problemi di salute agli animali più sensibili. Un rimedio naturale, invece, rispetta il loro benessere e l’ambiente in cui viviamo, senza rinunciare all’efficacia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ingredienti necessari<a href="https://github.com/copilot/c/c1db6b02-e153-4c6d-8f08-d5439521fbeb#ingredienti-necessari"></a></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Aceto di mele biologico</strong>: noto per le sue proprietà repellenti contro pulci e zecche.</li>



<li><strong>Acqua distillata</strong>: per diluire e rendere lo spray delicato.</li>



<li><strong><a href="https://amzn.to/4jg4uyi" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Olio essenziale di lavanda</a></strong>: aiuta a tenere lontani i parassiti e dona un odore piacevole.</li>



<li><strong><a href="https://amzn.to/4k6rxMY" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Olio essenziale di citronella</a></strong>: efficace contro insetti e parassiti.</li>



<li><strong><a href="https://amzn.to/3SfhjxK" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Olio essenziale di eucalipto</a> (facoltativo)</strong>: ottimo repellente naturale.</li>



<li><strong>Un flacone spray vuoto</strong>.</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>Attenzione:</strong>&nbsp;Gli oli essenziali vanno sempre utilizzati in quantità minime e mai puri, soprattutto sui gatti. Consulta il veterinario prima di utilizzare oli essenziali su animali molto giovani, in gravidanza o con patologie.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Ricetta passo dopo passo<a href="https://github.com/copilot/c/c1db6b02-e153-4c6d-8f08-d5439521fbeb#ricetta-passo-dopo-passo"></a></h3>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Preparazione della base:</strong><br>Versa in una bottiglia spray 250 ml di aceto di mele e 250 ml di acqua distillata.</li>



<li><strong>Aggiunta degli oli essenziali:</strong><br>Aggiungi 5 gocce di olio essenziale di lavanda, 5 gocce di citronella e (facoltativo) 3 gocce di eucalipto.<br>Agita bene per amalgamare il tutto.</li>



<li><strong>Modalità d’uso:</strong><br>Spruzza leggermente il prodotto sul pelo dell’animale, evitando occhi, naso e bocca. Massaggia delicatamente per distribuire lo spray. Puoi anche spruzzare il prodotto su cucce, tappeti e ambienti frequentati dagli animali.</li>



<li><strong>Frequenza:</strong><br>Ripeti l’applicazione ogni 2-3 giorni, specialmente durante i periodi più a rischio.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Consigli utili<a href="https://github.com/copilot/c/c1db6b02-e153-4c6d-8f08-d5439521fbeb#consigli-utili"></a></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Prima di utilizzare il prodotto per la prima volta, effettua un test su una piccola area del pelo per verificare eventuali reazioni allergiche.</li>



<li>Non usare su animali appena nati, malati o in gravidanza senza aver consultato il veterinario.</li>



<li>Conserva sempre lo spray in un luogo fresco e al riparo dalla luce.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Vivere in armonia con la natura<a href="https://github.com/copilot/c/c1db6b02-e153-4c6d-8f08-d5439521fbeb#vivere-in-armonia-con-la-natura"></a></h3>



<p>Prendersi cura dei propri animali in modo naturale è un gesto d’amore verso loro, noi stessi e l’ambiente. Con pochi ingredienti facilmente reperibili puoi proteggere i tuoi amici pelosi e vivere all’aria aperta in tranquillità. Se hai altri rimedi naturali o vuoi condividere la tua esperienza, raccontacelo nei commenti!</p>



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		<title>10 piante per tornare a respirare</title>
		<link>https://www.backtothewild.it/2020/04/22/10-piante-per-tornare-a-respirare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[supertramp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 09:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Allergie]]></category>
		<category><![CDATA[Autunno]]></category>
		<category><![CDATA[Rimedi naturali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La primavera non è l&#8217;unica stagione delle temute allergie. Anche l&#8217;autunno, con il polline di ambrosia ed altre spore, può portare infiammazioni all&#8217;apparato respiratorio, così [&#8230;] <span class="read-more-link"><a class="read-more" href="https://www.backtothewild.it/2020/04/22/10-piante-per-tornare-a-respirare/">Read More</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La primavera non è l&#8217;unica stagione delle temute allergie. Anche l&#8217;autunno, con il polline di ambrosia ed altre spore, può portare infiammazioni all&#8217;apparato respiratorio, così come i primi raffreddori.</h2>
<p>Ma nella Natura possiamo trovare efficaci contromisure. Andiamo a vedere quali piante possono esserci d&#8217;aiuto, soprattutto in questo periodo dell&#8217;anno.</p>
<h3>1. Sambuco</h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/elder-3640683_1920.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-2100 size-thumbnail alignright" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/elder-3640683_1920-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il sambuco tonifica le vie respiratorie e mantiene le vie respiratorie libere dal catarro. Inoltre, la ricerca conferma che il sambuco contiene composti che rafforzano il sistema immunitario e aiutano a combattere le infezioni.</p>
<h3>2. Rafano</h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/81j7BEkYBvL._SL1500_.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-2101 size-thumbnail alignleft" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/81j7BEkYBvL._SL1500_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Questa radice vegetale allevia la tosse e la bronchite e lenisce anche le mucose infiammate. La radice di rafano apre le vie respiratorie ostruite e facilita ulteriormente il loro drenaggio. Le nostre cavità nasali hanno spesso scarsa circolazione sanguigna e il rafano migliora la circolazione in tutto il corpo ed è anche un buon integratore di vitamina C.</p>
<h3>3. Echinacea</h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/cone-flower-2876541_1920.jpg"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-2102" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/cone-flower-2876541_1920-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;echinacea è ben nota per il suo effetto tonico sul sistema immunitario. Non solo utilizzata in modo preventivo ma anche per un intervento rapido. Grazie alle sue proprietà antivirali e antibatteriche, infatti, l&#8217;echinacea funziona efficacemente sia per prevenire influenze, raffreddori e mal di gola sia per curare le stesse affezioni una volta comparsa la sintomatologia.</p>
<h3>4. Acmella Oleracea</h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/acmella-oleracea1-e1429334088425.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-2104 alignleft" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/acmella-oleracea1-e1429334088425-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’Acmella oleracea è una piccola pianta appartenente alla famiglia delle Composite, tipica dei climi tropicali, conosciuta e utilizzata da secoli dagli abitanti delle Isole della Reunion e in Madagascar. L&#8217;Acmella possiede composti che stimolano il sistema immunitario e oltre a questo, il decotto o infuso delle foglie e dei fiori, lenisce il mal di denti e allevia il mal di gola.</p>
<h3>5. Aglio</h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/garlic-3471701_1920.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-2106" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/garlic-3471701_1920-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Utilizzato sin dall&#8217;antichità per le sue innumerevoli proprietà, l&#8217;Aglio riduce i sintomi di allergie autunnali, naso che cola, febbre, tosse, congestione nasale e  bronchite. Inoltre, le sue proprietà immunostimolanti e antibatteriche,  aiutano il corpo a contrastare le infezioni.</p>
<h3>6. Marrubio</h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/marrubio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-2108 alignleft" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/marrubio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Questa pianta è utile per il trattamento delle malattie sia del tratto respiratorio superiore che inferiore. Il Marrubio, pianta conosciuta da tempi antichi per le sue proprietà balsamiche, tossifughe, espettoranti, digestive, febbrifughe è un ottimo rimedio per le malattie respiratorie, caratterizzate specialmente da fenomeni catarrali.</p>
<h3><span id="8_eucalipto" class="ez-toc-section"><b>7. Eucalipto</b></span></h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/flower-2362410_1920.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-2118" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/flower-2362410_1920-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Originario dell’Australia, l’eucalipto, e soprattutto il suo aroma rinfrescante, è stato utilizzato da sempre per promuovere la salute dell’apparato respiratorio e lenire le irritazione della gola. Il cineolo, presente nell&#8217;eucalipto, è un espettorante, un decongestionante e lenisce le irritazioni del setto nasale. Inoltre, l’eucalipto contiene antiossidanti e supporta il sistema immunitario durante un raffreddore o altre malattie.</p>
<h3>8. Yerba Mate</h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/yerba-mate-2438159_1920.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-2112 alignleft" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/yerba-mate-2438159_1920-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>È una pianta sempreverde caratteristica del Brasile, Paraguay e Argentina. Nei cambi di stagione, oltre a combattere la stanchezza può aiutare il sistema immunitario a mettersi al sicuro dai malanni tipici soprattutto del passaggio dall’estate all’autunno e dall’autunno all’inverno.</p>
<h3>9. Andrographis</h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/andrographis-paniculata-flower-img.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-2113" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/andrographis-paniculata-flower-img-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>È ampiamente coltivata nel sud e nel sud-est asiatico, dove le foglie e le radici vengono tradizionalmente usate per trattare le infezioni e alcune malattie. Nello specifico, l&#8217;Andrographis previene e cura il comune raffreddore, influenza, bronchite, tonsillite, allergie, polmonite e sinusite. È un&#8217;erba potente che è stata oggetto di numerosi studi recenti che confermano i suoi effetti terapeutici per il sistema respiratorio.</p>
<h3>10. Rooibos</h3>
<p><a href="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/rooibos-2013159_1920.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-2114 alignleft" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/09/rooibos-2013159_1920-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Rooibos è considerato un efficace antistaminico naturale. La sua azione contro le allergie è possibile per via del suo elevato contenuto sia di antiossidanti che di sostanze antinfiammatorie. In quanto bevanda naturale, la sua assunzione non presenta effetti collaterali tipici degli antistaminici di sintesi.</p>
<h2>Utilizzare i rimedi naturali</h2>
<p><strong>Le bevande calde aiutano a liberare le vie respiratorie</strong> e ad alleviare il mal di gola, tuttavia non tutti i principi attivi delle erbe vengono liberati in acqua calda. In quel caso possiamo rivolgerci alle <strong>tinture a base alcolica, che inoltre sono in grado di essere assorbite più rapidamente</strong>.</p>
<p>Un&#8217;altra efficace somministrazione è quella dei <strong>suffumigi</strong>, una pratica dalle origini antiche, basata sulla riduzione di una sostanza in fumi o vapori a scopo terapeutico. Basta <strong>qualche cucchiaio</strong> di un&#8217;erba essiccata e triturata in una <strong>pentola con acqua bollente</strong>, coprirsi il capo con un panno o asciugamano per impedire al vapore di disperdersi, e respirare a bocca aperta i vapori che salgono.</p>
<p>A differenza dei prodotti farmaceutici, la maggior parte delle erbe sono ben tollerate con <strong>pochi o nessun effetto collaterale</strong>. In ogni caso, se hai un&#8217;importante malattia respiratoria o disturbi che si protraggono nel tempo, <strong>consulta sempre il tuo medico</strong>.</p>
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		<title>Piante selvatiche &#8211; Borragine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[supertramp]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 15:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante selvatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Borragine]]></category>
		<category><![CDATA[piante selvatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diffusa su quasi tutto il territorio italiano, la si trova più o meno in salute per quasi l’intero arco dell’anno, spesso anche fiorita.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4592" class="elementor elementor-4592" data-elementor-post-type="post">
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									<h3>Borragine<br /><span style="color: #808080;"><em>Borrago officinalis</em></span></h3><div style="padding-left: 40px;"><strong>Famiglia: Borraginacee</strong><br /><strong>Nome volgare: Borrana</strong><br /><strong>Pianta annuale</strong></div>								</div>
				</div>
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									<p>Si tratta di una pianta provvista di una grossa radice biancastra e acquosa, con fusto e fusti eretti, alti anche 70-80 cm.</p><p>Tutte le parti, all&#8217;infuori dei petali  dei fiori, sono coperte da una fitta peluria talvolta pungente. Le foglie della base sono provviste di picciuolo, mentre quelle quasi in cima alla pianta non lo hanno e sono pertanto sessili. I fiori, normalmente di un bel celeste cielo, possono essere anche rossastro-vino ed ancora più raramente bianco latte.</p><p>Bisogna dire che questi fiori hanno 5 petali che finiscono a punta e che, dal dietro di questi, in posizione sfalsata, si affacciano 5 punte nere (lacinie).<br />Occorre precisare questa particolarità perché sono più d&#8217;una le piante di questa famiglia che possono essere confuse da un raccoglitore poco attento.</p><p>Diffusa su quasi tutto il territorio italiano, la si trova più o meno in salute per quasi l&#8217;intero arco dell&#8217;anno, spesso anche fiorita.</p><p>Le foglie e le cime fiorite delle piante si frittono nella pastella come fiori di zucca, oppure si usano come ripieno per ravioli, come contorno per bistecche di maiale, per zuppe, ministre e minestroni rustici.</p>								</div>
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									<h2 class="elementor-icon-box-title">
						<span  >
							Proprietà naturali						</span>
					</h2>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						La borragine ha ottime proprietà espettoranti, antipiretiche e stimolanti del sistema immunitario. Inoltre è utile nella prevenzione cardiovascolare, è alleata del sistema ormonale femminile e, soprattutto utilizzata sottoforma di olio, ha effetti benefici sulla pelle, rendendola un’ottima alleata per la bellezza della pelle.					</p>
				
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				</div>
		<p>L'articolo <a href="https://www.backtothewild.it/2020/02/24/piante-selvatiche-borragine/">Piante selvatiche &#8211; Borragine</a> proviene da <a href="https://www.backtothewild.it">Back To The Wild</a>.</p>
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		<title>Piante selvatiche &#8211; Bietola</title>
		<link>https://www.backtothewild.it/2019/05/07/piante-selvatiche-bietola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[supertramp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 13:38:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante selvatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Bietola]]></category>
		<category><![CDATA[piante selvatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Generalmente abita nei letti dei torrenti in secca, fra i ciottoli, ma è diffusa anche in luoghi ombrosi, erbosi e freschi in genere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.backtothewild.it/2019/05/07/piante-selvatiche-bietola/">Piante selvatiche &#8211; Bietola</a> proviene da <a href="https://www.backtothewild.it">Back To The Wild</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4057" class="elementor elementor-4057" data-elementor-post-type="post">
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									<h3>Bietola<br /><em>Beta vulgaris var. cicla</em></h3><div><strong>Famiglia: Chenopodiaceae</strong><br /><strong>Nome volgare: Barbabietola</strong><br /><strong>Pianta annuale o perenne</strong></div>								</div>
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									<p>Benché la Bietola sia reperibile facilmente dall&#8217;ortolano o al mercato, &nbsp;possiamo anche trovarla durante le nostre passeggiate nella natura, e di certo con più soddisfazione!</p>
<p>Alta circa 60 centimetri, con il fusto profondamente solcato, priva di peli o al più provvista di leggera peluria, è una frequentatrice di luoghi erbosi, freschi, ma non disdegna anche quelli sabbiosi.&nbsp;</p>
<p>Fiorisce in estate su spighe spesso ricche di foglie con innumerevoli, piccoli fiori, bianco-verdastri.</p>
<p>Spesso coltivata in diverse varietà, è una pianta di facile riconoscimento, anche per i meno esperti, vista la somiglianza con gli esemplari da sempre esposti dagli ortolani.</p>
<p>Le foglie, di forma decisamente romboidale, hanno il solito punto di verde quasi lucido, su ambedue le pagine.&nbsp;</p>
<p>Esistono diverse coltivazioni di Bietola, alcune piante sono coltivate per le foglie, altre per le radici commestibili da cuocere, altre ancora per la produzione di zucchero.</p>
<p>Più spesso reperibile in esemplari solitari che in folti gruppi, la Bietola si presta a mille usi in cucina, dal contorno per il maiale alle frittate, minestre di riso e come ripieno di ravioli.</p>
<p>Le foglie più giovani di Bietola sono piene di sapore e possono costituire &nbsp;un&#8217;aggiunta deliziosa alle insalate, sia in termini di nutrizione che di sapore. Sono una buona fonte di fibre, potassio, ferro, vitamine A e C e altri minerali.</p>								</div>
				</div>
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									<h2 class="elementor-icon-box-title">
						<span  >
							Proprietà naturali						</span>
					</h2>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						Le Bietole contengono un'alta concentrazione di nitrati, che hanno l'effetto di abbassare la pressione sanguigna. Sono inoltre una buona fonte di fibre, che è benefica per la salute dell'apparato digerente, oltre a ridurre il rischio di una serie di disturbi cronici.
Mangiare Bietole può migliorare le prestazioni atletiche migliorando l'utilizzo dell'ossigeno del nostro corpo. È dimostrato scientificamente  il suo effetto antidiabetico, antinfiammatorio, antiossidante e antitumorale.					</p>
				
			</div>
			
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				</div>
		<p>L'articolo <a href="https://www.backtothewild.it/2019/05/07/piante-selvatiche-bietola/">Piante selvatiche &#8211; Bietola</a> proviene da <a href="https://www.backtothewild.it">Back To The Wild</a>.</p>
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		<title>Una pianta di gelsomino in casa riduce stress e ansia</title>
		<link>https://www.backtothewild.it/2019/03/21/una-pianta-di-gelsomino-in-casa-riduce-stress-e-ansia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[supertramp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 13:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[calmante]]></category>
		<category><![CDATA[gelsomino]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.backtothewild.it/?p=3819</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo un recente studio, la fragranza del gelsomino produce gli stessi risultati calmanti del valium, ma senza i pericolosi effetti collaterali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.backtothewild.it/2019/03/21/una-pianta-di-gelsomino-in-casa-riduce-stress-e-ansia/">Una pianta di gelsomino in casa riduce stress e ansia</a> proviene da <a href="https://www.backtothewild.it">Back To The Wild</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">Secondo uno studio tedesco, la fragranza <strong>del gelsomino </strong>può essere paragonata ad un &#8220;valium naturale&#8221;<strong>,</strong> ma senza pericolosi effetti collaterali.</h2>
<p>Lascia perdere pillole, calmanti e sonniferi e prova semplicemente a riempire i polmoni con una boccata di gelsomino!</p>
<p>Alcuni ricercatori tedeschi hanno scoperto che la fragranza del gelsomino produce importanti effetti rilassanti sul sistema nervoso. </p>
<p>A quanto pare, l&#8217;inalazione del profumo del gelsomino<strong> stimola gli effetti di una sostanza chimica presente nelle cellule nervose chiamata GABA, alleviando gli stati di agitazione e favorendo il riposo.</strong></p>
<p>I risultati dello&nbsp;<strong><a rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)" href="http://www.jbc.org/content/285/31/23985" target="_blank">studio</a></strong>&nbsp;sono stati pubblicati sul <strong>Journal of Biological Chemistry</strong>.</p>
<p>I ricercatori hanno testato centinaia di fragranze per determinare il loro effetto sui recettori GABA negli esseri umani e nei topi e hanno scoperto che il gelsomino ha <strong>incrementato l&#8217;effetto sui recettori di oltre cinque volte</strong>.</p>
<p>Un effetto forte quanto i sedativi, i sonniferi e i rilassanti che però possono causare depressione, vertigini, ipotensione, debolezza muscolare e compromissione della coordinazione.</p>
<p>&#8220;Abbiamo scoperto una nuova classe di modulatore di recettori GABA che può essere somministrata tramite inalazione&#8221;, ha&nbsp;<strong><a rel="noreferrer noopener" aria-label="detto al Telegraph (apre in una nuova scheda)" href="https://www.telegraph.co.uk/news/science/7881819/Smell-of-jasmine-as-calming-as-valium.html" target="_blank">detto al Telegraph</a></strong> il&nbsp;professor <strong>Hanns Hatt</strong> dell&#8217;Università della Ruhr.</p>
<p>Il nome Gelsomino deriva dal <em>yasmin</em>, che in persiano significa &#8220;<strong>un dono di Dio</strong>&#8220;.</p>
<p>Da tempo gli aromaterapeuti lo indicano come rimedio naturale a stress, ansia, depressione, affaticamento, dolori mestruali e sintomi della menopausa, ma la conferma di laboratorio è certamente una ragione in più per apprezzare questa pianta dai fiori profumatissimi.</p>
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/03/flower-2069140_1920-1024x768.jpg" alt="Appartenente alla famiglia delle Oleacee e al genere Jasminum. Il gelsomino è originario delle zone del Medio e dell’Estremo Oriente e dell’America meridionale. " class="wp-image-3832" srcset="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/03/flower-2069140_1920-1024x768.jpg 1024w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/03/flower-2069140_1920-300x225.jpg 300w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/03/flower-2069140_1920-768x576.jpg 768w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/03/flower-2069140_1920-600x450.jpg 600w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/03/flower-2069140_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Appartenente alla famiglia delle&nbsp;<em>Oleacee</em>&nbsp;e al genere&nbsp;<em>Jasminum</em>. Il gelsomino è originario delle zone del Medio e dell’Estremo Oriente e dell’America meridionale. </figcaption></figure>
<p>Il gelsomino ha fatto la sua comparsa nel nostro Paese nel XV secolo, portato dai turchi; nel resto del continente europeo arrivò invece nel XVI secolo grazie al famoso <strong>navigatore portoghese Vasco da Gama</strong> che portò in patria alcune specie trovate nelle Indie orientali. La grandissima diffusione del gelsomino risale però al XVII secolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.backtothewild.it/2019/03/21/una-pianta-di-gelsomino-in-casa-riduce-stress-e-ansia/">Una pianta di gelsomino in casa riduce stress e ansia</a> proviene da <a href="https://www.backtothewild.it">Back To The Wild</a>.</p>
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		<title>Piante selvatiche &#8211; Betonica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[supertramp]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 09:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante selvatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Betonica]]></category>
		<category><![CDATA[piante selvatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Generalmente abita nei letti dei torrenti in secca, fra i ciottoli, ma è diffusa anche in luoghi ombrosi, erbosi e freschi in genere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.backtothewild.it/2019/03/13/piante-selvatiche-betonica/">Piante selvatiche &#8211; Betonica</a> proviene da <a href="https://www.backtothewild.it">Back To The Wild</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="3790" class="elementor elementor-3790" data-elementor-post-type="post">
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									<h3>Betonica<br /><em>Stachys officinalis</em></h3><div><strong>Famiglia: Lamiaceae</strong><br /><strong>Nome volgare: Bertonica, Betona</strong><br /><strong>Pianta perenne</strong></div>								</div>
				</div>
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									<p>Si tratta di una pianta diffusa un po&#8217; ovunque in Italia, dalla zona marina a quella montana, sia in luoghi umidi che aridi, presente più o meno in salute per tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno.</p><p>La fioritura si fa notare in estate con una serie di piccole &#8220;bocche di leone&#8221; rosso-rosa, riunite insieme su una specie di spiga mozzata. </p><p>Un particolare che ci aiuterà nel riconoscimento è l&#8217;orlatura del bordo delle foglie della base, che è molto tondeggiante e armoniosa, gradevole a vedersi.</p><p>Inoltre, teniamo presente che è una pianta che non supera i 60 cm di altezza, con il fusto di sezione quadrangolare ricoperto da una leggera peluria, come del resto anche le foglie che nella pagina superiore sono di un verde più scuro.</p><p>In cucina useremo le foglie, magari miste ad altre varietà, sia per cotti di erbe che per frittate e in aggiunta a minestroni contadini.</p><p>Le foglie vengono possono essere usate per aromatizzare il tabacco, ma anche per preparare bevande e tè.</p><p>A differenza del resto, la radice non è da utilizzare in cucina: il rizoma può provocare facilmente vomito e diarrea.</p>								</div>
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									<h2 class="elementor-icon-box-title">
						<span  >
							Proprietà naturali						</span>
					</h2>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						La betonica è da sempre particolarmente apprezzata ed usata come rimedio naturale contro il mal di testa. Il nome di questa pianta potrebbe trovare radice nella parola celtica “betony” il cui significato è “buona testa”.					</p>
				
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		<title>Kvass di erbe invernali</title>
		<link>https://www.backtothewild.it/2019/01/31/kvass-di-erbe-invernali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[supertramp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 08:18:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[kvass]]></category>
		<category><![CDATA[rosmarino]]></category>
		<category><![CDATA[Salvia]]></category>
		<category><![CDATA[timo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In inverno, l&#8217;orto e il giardino non offrono molto se non le erbe perenni. Anche per questo molte ricette di stagione prevedono l&#8217;utilizzo di erbe [&#8230;] <span class="read-more-link"><a class="read-more" href="https://www.backtothewild.it/2019/01/31/kvass-di-erbe-invernali/">Read More</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">In inverno, l&#8217;orto e il giardino non offrono molto se non le erbe perenni. Anche per questo molte ricette di stagione prevedono l&#8217;utilizzo di erbe quali la salvia, il rosmarino e il timo. Vediamo come utilizzarle per preparare una bevanda molto particolare.</h2>



<p> Il kvass è una bevanda originaria dei Paesi dell’Europa dell’Est. Il termine kvass<strong> in russo significa “fermentare”</strong> e si riferisce al processo di fermentazione che viene operato dai alcuni batteri. Il kvass più comune è quello che si ottiene dalla fermentazione del pane di segale in acqua, con l&#8217;aggiunta di altri ingredienti aromatici, come frutta ed erbe.</p>



<p>Testimonianze della preparazione del kvass possono essere individuate<strong> già nel decimo secolo</strong>. Grazie alla sua semplice ricetta e al suo valore nutritivo, questa bevanda venne portata dai soldati russi ovunque fossero di stanza e si diffuse, con varianti locali, dall&#8217;est Europa alla Siberia, fin nelle terre centrali dell&#8217;Asia.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="603" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/0_38930_2ae73816_XL.jpg" alt="" class="wp-image-3520" srcset="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/0_38930_2ae73816_XL.jpg 800w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/0_38930_2ae73816_XL-300x226.jpg 300w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/0_38930_2ae73816_XL-768x579.jpg 768w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/0_38930_2ae73816_XL-600x452.jpg 600w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Un banchetto per la vendita di kvass, in un dipinto di  <br>V.E. Kalistov (1862)</figcaption></figure>



<p><strong>Il risultato della fermentazione è acidulo, frizzante e contiene circa il due percento di alcol</strong>. Fatto non trascurabile è che questa piccola quantità di alcol riesce ad eliminare i batteri dannosi per l&#8217;uomo e questo, soprattutto in passato ed in zone rurali, consentiva di bere la bevanda in tutta tranquillità anche se preparata con acqua non di sorgente.</p>



<p>Questa versione del kvass prevede l&#8217;utilizzo di sole erbe ed è risulterà quindi più limpido del classico kvass preparato con il pane di segale.<br></p>



<p> Ecco di cosa avrai bisogno: <br></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Una manciata di foglie di salvia, rosmarino e timo</li><li>1 ravanello, tagliato in quattro parti</li><li>la punta di un cucchiaino di sale</li><li>1/2 litro d&#8217;acqua</li></ul>



<p>La procedura è semplicissima: lava bene tutti gli ingredienti e mettili in un barattolo di vetro sufficientemente grande da contenerli e che possa <strong>lasciare almeno un paio di dita d&#8217;aria</strong> una volta chiuso.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="630" height="800" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/herbal-kvass-630x800.jpg" alt="" class="wp-image-3522" srcset="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/herbal-kvass-630x800.jpg 630w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/herbal-kvass-630x800-236x300.jpg 236w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/herbal-kvass-630x800-600x762.jpg 600w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></figure>



<p>La chiusura <strong>non deve essere ermetica</strong>. A seguito della fermentazione infatti, si producono dei gas che devono uscire liberamente. Potrai quindi osservare la formazione di bollicine che salgono in superficie: è la prova che i batteri sono all&#8217;opera! A questo punto conservare in un luogo buio e protetto dagli sbalzi di temperatura <strong>per 5-7 giorni</strong>.</p>



<p>Al termine del processo, filtra il tuo kvass  e conserva la bevanda in frigo prima di servire! </p>
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		<title>Conservare il sole per i mesi invernali</title>
		<link>https://www.backtothewild.it/2019/01/08/conservare-il-sole-per-i-mesi-invernali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[supertramp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 07:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo una ricerca finlandese, lasciarsi scaldare dal sole estivo può contribuire ad immagazzinare abbastanza vitamina D da permetterci di superare le grigie e fredde giornate [&#8230;] <span class="read-more-link"><a class="read-more" href="https://www.backtothewild.it/2019/01/08/conservare-il-sole-per-i-mesi-invernali/">Read More</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Secondo una ricerca finlandese, lasciarsi scaldare dal sole estivo può contribuire ad immagazzinare abbastanza vitamina D da permetterci di superare le grigie e fredde giornate invernali con uno sprint in più. </h2>



<p>È certamente una ricerca che sta loro molto a cuore, visto la scarsa quantità di luce che in inverno raggiunge la Finlandia. Vediamo cosa hanno scoperto.</p>



<p>Un&#8217;adeguata riserva di vitamina D permette al corpo di mantenere livelli più alti di serotonina che, in questo modo, aiuta a scongiurare il disordine affettivo stagionale (SAD), anche nota come depressione invernale. È quello che hanno scoperto i ricercatori dell&#8217;<strong>Istituto nazionale di sanità pubblica dell&#8217;Università di Helsinki</strong>.</p>



<p>I ricercatori sapevano già che la depressione stagionale poteva essere trattata con l&#8217;esposizione alla luce solare (o a lampade specifiche), ma quello che è stato scoperto ora è che<strong> i benefici dei raggi solari possono essere conservati per quando ce n&#8217;è bisogno</strong>, ovvero per una giornata grigia o addirittura per l&#8217;intera stagione invernale.</p>



<p>L&#8217;umore è influenzato da una complessa rete di relazioni tra la luce solare, la melatonina (l&#8217;ormone del sonno) e la serotonina (l&#8217;ormone associato alla veglia e al buon umore), spiega <a href="https://www.webmd.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="WebMD.com (apre in una nuova scheda)">WebMD.com</a>.</p>



<p><strong>I livelli di serotonina aumentano quando sei esposto a luce intensa</strong> &#8211; una delle ragioni principali per cui in estate il nostro umore è tendenzialmente migliore.</p>



<p>Questo ormone è la base dei farmaci antidepressivi di maggior successo, che agiscono aiutando la serotonina prodotta naturalmente a rimanere nel sangue più a lungo.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/leg-2554756_1280-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-3310" srcset="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/leg-2554756_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/leg-2554756_1280-300x200.jpg 300w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/leg-2554756_1280-768x512.jpg 768w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/leg-2554756_1280-600x400.jpg 600w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2019/01/leg-2554756_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il sole è parte della vostra dieta salutare!</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Meglio la luce dei farmaci</h2>



<p>È noto che la terapia con luce intensa produce benefici rapidi per le persone con depressione o SAD. Addirittura, alcuni ricercatori sono arrivati alla conclusione che la terapia della luce <strong>può aiutare ad alleviare i sintomi della SAD più velocemente rispetto ai farmaci antidepressivi</strong>.</p>



<p>Tuttavia, pochi medici avevano preso in considerazione la possibilità che l&#8217;esposizione alla luce solare in estate potesse influire su come ci si sente mesi dopo.</p>



<p>Il Dr. Tim Partonen e il suo team hanno scoperto che <strong>l&#8217;esposizione al sole  durante l&#8217;estate forma una riserva di colecalciferolo</strong> che stimola la produzione di vitamina D durante i mesi invernali, il che porta a livelli più alti di serotonina per un periodo prolungato all&#8217;inverno.</p>



<p>Pertanto, <strong>la quantità di serotonina che hai in inverno è determinata dall&#8217;esposizione al sole durante l&#8217;estate precedente, sostiene Partonen</strong>.</p>



<p>Hai fatto il pieno di sole durante l&#8217;estate? Se non l&#8217;hai fatto, prendi in considerazione una dieta ricca di vitamina D e fai scorta di sole ogni volta che ne hai l&#8217;occasione!</p>
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		<title>Come utilizzare le ceneri del legno</title>
		<link>https://www.backtothewild.it/2018/11/21/come-utilizzare-le-ceneri-del-legno/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 10:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[autosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[cenere]]></category>
		<category><![CDATA[legno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cenere, per quanto possa sembrare un residuo privo di interesse, può essere ancora utilissima. Hai un camino o ti capita di bruciare legna, residui di [&#8230;] <span class="read-more-link"><a class="read-more" href="https://www.backtothewild.it/2018/11/21/come-utilizzare-le-ceneri-del-legno/">Read More</a></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading">Cenere, per quanto possa sembrare un residuo privo di interesse, può essere ancora utilissima. Hai un camino o ti capita di bruciare legna, residui di potature in giardino? Se non sai cosa farne della cenere prodotta, ecco alcuni pratici utilizzi.<br></h2>



<p>I nostri antenati usavano la cenere per preparare la <strong>liscivia</strong>, un agente detergente alcalino, ed il suo utilizzo è documentato a partire già dal 2500 a.C, facendo scorrere l&#8217;acqua attraverso le ceneri, combinandolo con grassi animali e vegetali per ottenere il sapone.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1016" height="1024" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/Liscivia-1016x1024-1016x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3142" srcset="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/Liscivia-1016x1024.jpg 1016w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/Liscivia-1016x1024-150x150.jpg 150w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/Liscivia-1016x1024-298x300.jpg 298w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/Liscivia-1016x1024-768x774.jpg 768w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/Liscivia-1016x1024-600x605.jpg 600w" sizes="(max-width: 1016px) 100vw, 1016px" /><figcaption><br></figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>“La liscivia più efficace per l’uso della medicina è quella che si ottiene dalla cenere di quercia. Non soltanto è utile agli uomini, ma anche al bestiame che soffre di tensione polmonare e a chi, essendo stato ingannato, ha bevuto qualche veleno: immediatamente restituisce la salute.”</strong><br>Dal codice “Historia Plantarum”, fine XIV secolo</p></blockquote>



<p>Soluzioni di cenere e acqua venivano usate per <strong>lavare i pavimenti in legno, vestiti e  lenzuola, così come per sgrassare le pelli degli animali</strong>. Per secoli, ceramisti hanno usato le ceneri di legno per la creazione di splendidi smalti. <br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Concime naturale</h2>



<p><strong>Le ceneri di legno contengono calcio, potassio e una varietà di oligoelementi importanti per la salute delle piante.</strong> Funzionano  bene anche come sostituti della calce <strong>per aumentare il pH dei terreni acidi</strong>. Tuttavia, a differenza del calcare, che può richiedere 6 mesi o più per modificare il pH del terreno, <strong>la cenere di legno è solubile in acqua e cambia rapidamente il pH del terreno</strong>.</p>



<p>Le piante hanno bisogno di potassio per trasferire il glucosio, o lo zucchero, dalla pianta al frutto reale.<strong> Tanto più potassio è presente nel terreno, tanto più dolce e saporito sarà il nostro raccolto. </strong></p>



<p>Se non c&#8217;è abbastanza potassio nel terreno, le piante diventano gialle, deboli e anemiche. La cenere di legno aiuta anche le piante ad assorbire in modo più efficiente l&#8217;acqua, riducendone il fabbisogno.</p>



<p>In ogni caso è bene tener presente che prima di utilizzare questo additivo naturale, occorre conoscere il pH del terreno in modo da non renderlo troppo alcalino per le nostre piante.  Diverse piante amano invece un terreno acido, come mirtilli, rododendri, azalee e agrifogli. I terreni con un pH compreso tra 6,0 e 6,5 (ottimo per la maggior parte dei prati e piante da giardino) possono contenere <strong>non più di di 25 kg di cenere per 100 mq di terreno, circa 200/300 grammi per metro quadro</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="480" src="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/ashes-to-compost.jpg" alt="" class="wp-image-3150" srcset="https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/ashes-to-compost.jpg 640w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/ashes-to-compost-300x225.jpg 300w, https://www.backtothewild.it/wp-content/uploads/2018/11/ashes-to-compost-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Cenere utilizzata per arricchire il compost</figcaption></figure>



<p>I bulbi da fiore prosperano in terreno argilloso ben drenato o terreno sabbioso-limoso con un pH compreso tra 6,0 e 7,0. Il concime organico come la corteccia di pino viene utilizzata per migliorare il drenaggio, ma in genere i concimi organici, come il letame, tendono ad abbassare il livello di pH del terreno. L&#8217;aggiunta di ceneri di legno può contrastare questa tendenza e fornire calcio, richiesto dai bulbi per un fogliame sano e steli forti.</p>



<p><strong>Indossate occhiali protettivi, guanti e una maschera antipolvere</strong> e spargere la cenere  in modo uniforme, preferibilmente in una giornata asciutta e senza vento. Rimescolare il terreno prima di seminare o mettere a dimora le  piante. <strong>Assicurati inoltre di ripulire le foglie delle piante vicine da eventuale cenere residua, perché potrebbe rovinarle.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Respingi le lumache</strong> </h2>



<p>Formando degli anelli di cenere intorno alle piante sensibili, le ceneri di legno irritano i corpi umidi delle lumache tenendole lontane. Ricordate però che dopo la pioggia o l&#8217;irrigazione, la cenere si scioglie e va quindi rinnovata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sciogli ghiaccio e aumenta il grip</strong></h2>



<p>Sparsa su marciapiedi e passi carrai, le ceneri di legno sciolgono il ghiaccio e aumentano il grip degli pneumatici. Non è efficace quanto il sale in funzione antighiaccio e la sua applicazione è meno semplice, ma la cenere non costa nulla, non irrita le zampe degli animali ed è <strong>meno corrosiva del sale, che rischia di rovinare le superfici pavimentate e le parti metalliche.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pulire vetro e metallo</strong></h2>



<p> La cenere inoltre è molto utile nell&#8217;eliminazione di grasso ed ossidazioni su vetro, stoviglie, griglie oltre a rimuovere residui gommosi lasciati da adesivi ed etichette.</p>



<p>Immergere un panno umido nella cenere di legno o fare una densa pasta di cenere con poca acqua, strofinare leggermente con un panno di cotone e risciacquare via con acqua pulita. Per queste pulizie, è sempre consigliato utilizzare guanti di gomma. Anche le<strong> macchie di olio e grasso su asfalto e pietra</strong> possono essere trattate con la cenere, cospargendole in modo da assorbirle e poi spazzare vigorosamente.</p>



<p>Come abbiamo visto, in Natura anche lo scarto più umile come la cenere, è una preziosa risorsa!</p>
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		<title>Piante selvatiche &#8211; Bardana maggiore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[supertramp]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 11:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante selvatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Barbarea]]></category>
		<category><![CDATA[Erba di Santa Barbara]]></category>
		<category><![CDATA[piante selvatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bardana maggiore Arctium lappa Famiglia:&#160;Asteraceae Nome volgare: Lappola Pianta biennale Spesso abitatrice delle zone sia sabbiose che sassose ai margini dei torrenti e dei grandi [&#8230;] <span class="read-more-link"><a class="read-more" href="https://www.backtothewild.it/2018/11/13/piante-selvatiche-bardana-maggiore/">Read More</a></span></p>
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									<h3>Bardana maggiore<br /><em>Arctium lappa</em></h3><div><strong>Famiglia: Asteraceae</strong><br /><strong>Nome volgare: Lappola</strong><br /><strong>Pianta biennale</strong></div>								</div>
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									<p>Spesso abitatrice delle zone sia sabbiose che sassose ai margini dei torrenti e dei grandi fiumi, fino a 1500 metri di altezza, diffusa in tutta l&#8217;Italia, la Bardana è una pianta favolosa in tutti i sensi.</p><p>Infatti, oltre ad usarla come medicinale, possiamo mangiarne quasi tutte le sue parti; sia la grossa radice che le vistose foglie, compresi i gambi, si prestano infatti a più di una manipolazione culinaria.</p><p>L&#8217;unica parte da evitare sono i fiori, ricchi di uncini duri e fitti non sono utilizzabili per le nostre ricette selvagge.</p><p>Nel secondo anno di vita la pianta arriva anche a 2 metri di altezza, mentre nel primo anno produce solo una rosetta di foglie, normalmente assai grandi, verdi nella pagina superiore, bianco-cenere e cotonose in quella inferiore.</p><p>La grossa radice, profonda anche 80 cm nel terreno, può essere lessata come una patata, i gami e le folgie come spinaci.</p><p>Vagamente simili, ma non commestibili, la Xanthium strumarium e la Xanthium italicum Moretti si fanno riconoscere perché hanno fiori terminanti con due aculei ben visibili e duri.</p><p>La Bardana può essere consumata in molti modi. Qui suggeriamo di cuocere la radice al forno e i gambi, più teneri saltati in padella con l&#8217;aggiunta di spezie e condimenti.</p><p>Per le radici al forno, lavare e affettare le radici in rondelle dell&#8217;altezza di un paio di centimetri, metterle in una ciotola e condirle con olio d&#8217;oliva, sale e pepe. Stendere le radici su una teglia e infornare 10-15 minuti per lato a 200 °C, finché non sono dorati. Ottime già così, possono essere condite con salsa di soia e una manciata di semi di sesamo.</p>								</div>
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									<p>I gambi possono invece essere usati nella preparazione di contorni dal gusto particolare o condimenti per pasta, saltati in padella o lessati con finocchio selvatico, coriandolo e vino bianco. </p>								</div>
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									<p>Piante come la Bardana possono diventare una fonte di cibo sostenibile ideale, magari si trova già nel tuo giardino e ora sai come utilizzarla!</p>								</div>
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									<h2 class="elementor-icon-box-title">
						<span  >
							Proprietà naturali						</span>
					</h2>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica.
La proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo.					</p>
				
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		<p>L'articolo <a href="https://www.backtothewild.it/2018/11/13/piante-selvatiche-bardana-maggiore/">Piante selvatiche &#8211; Bardana maggiore</a> proviene da <a href="https://www.backtothewild.it">Back To The Wild</a>.</p>
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