Post-atomico

7 abilità per sopravvivere alla fine del mondo

Viviamo in una società organizzata in modo tale da permetterci di dimenticare buona parte delle conoscenze che abbiamo appreso nei millenni, delegandole ad altri.

È questo il progresso? Saper accendere un fuoco, confezionare indumenti, allevare animali, coltivare e distinguere le piante commestibili, costruire la propria abitazione da tempo non sono più competenze diffuse in modo capillare, perché non più necessarie. Non tanto quanto sapere utilizzare le email, almeno.
Escludendo i professionisti dei rispettivi settori e i semplici appassionati, non è raro conoscere persone che senza la “civiltà” dei centri commerciali e un’abitazione termoautonoma, avrebbero seri problemi ad affrontare il primo inverno. Spesso non sappiamo come e dove vengono prodotti gli oggetti che utilizziamo quotidianamente eppure abbiamo la sensazione (solo una sensazione, appunto) di essere indipendenti e autonomi come mai prima d’oggi.

Ma che succederebbe se non potessimo più fare affidamento nei supermercati, se per qualche motivo, il world wide web smettesse di rispondere alle nostre domande e se pure i distributori di carburante restassero a secco? Cosa ce ne faremmo della conoscenza di smartphone, home theater e tabelle excel?
Una cosa è certa, chi padroneggia le abilità che elenchiamo di seguito, avrà più carte da giocare. In ogni caso, anche senza dover vivere situazioni estreme come quelle che abbiamo ipotizzato, bisogna convenire che il vecchio adagio, impara l’arte e mettila da parte, è sempre valido. Non vi resta che controllare quante di queste abilità possedete.

“Nel mondo che vedo uno si muove con gli alci, tra le umide foreste dei canyon intorno alle rovine del Rockefeller Center. Indosserà abiti di pelle che gli dureranno per tutta la vita. Si arrampicherà per le liane che avvolgono la Sears Tower. E quando guarderà giù vedrà minuscole figure che pestano granturco e posano strisce di carne di cervo sulla carreggiata vuota di qualche superstrada abbandonata.”

Tyler Durden – Fight Club

1. Coltivare e raccogliere

Nulla di più semplice. Forse. Possiamo coltivare verdure nello spazio limitato a nostra disposizione e persino allevare alcuni animali che potrebbero contribuire alla nostra alimentazione. Nella storia, la raccolta di cibo dalla natura ha effettivamente anticipato la coltivazione, ma trovare quanto di commestibile ci può offrire la natura non è solo difficile, ma può essere addirittura pericoloso. A meno di vivere in zone rurali, in campagna, abbiamo perso il know-how per distinguere il cibo buono dal cattivo (qualcuno direbbe non solo il cibo), che si tratti di frutti selvatici, radici o bacche. Se si escludono alcuni semi facilmente identificabili come pinoli e i frutti di bosco, difficilmente sarebbe saggio assaggiare qualcosa che non conosciamo. Ma si può imparare. Durante le nostre escursioni, portarsi dietro un manuale per riconoscere le piante selvatiche, è certamente un buon metodo per riscoprire quel che i nostri antenati sapevano già.

Leggi anche
The Long Dark, il survival game che regala brividi da ipotermia

2. Preparare e conservare il cibo

Limitare la nostra dieta alle verdure crude e alla frutta può essere piuttosto restrittivo dal punto di vista nutrizionale anche se alcuni lo fanno per scelta.
La preparazione del cibo prevede la pulizia, la combinazione e la cottura di diversi ingredienti per ottenere un pasto equilibrato. Le proteine, specialmente quelle provenienti da fonti animali richiedono la cottura, e ci vuole un po’ di pratica per farlo bene.
Non sapete cucinare perché in casa se ne occupa qualcun altro? Male! Non si pretende che siate degli chef, ma avere perso il contatto con la preparazione del proprio pasto e quindi con l’origine di ciò che mangiamo, è un’altra conseguenza di quel decantato quanto travisato “progresso”. Non a caso, i format televisivi sul cibo imperversano, quasi come reazione inconscia, il tentativo di recuperare un legame con la realtà e la natura, oltre il virtuale e il cemento delle città.
Conservare il cibo mediante la fermentazione, l’essiccazione, l’immersione in olio o aceto o la preparazione di salse, marmellate e gelatine a lunga conservazione in passato era garanzia di poter consumare prodotti fuori stagione, prima che i supermercati iniziassero a fornire tutto ciò di cui avevamo bisogno in qualunque periodo dell’anno.

3. Creare e gestire il fuoco

Inutile dire quanto gestire il fuoco sia stato importante per i nostri antenati, ma può esserlo ancora oggi. Saperne accendere uno per scaldarci e per cuocere i nostri alimenti non è semplicemente una questione di quanti fiammiferi e quanto alcol usiamo. Se non siamo in grado di accenderne uno anche senza questi facilitatori, senza carbone, col bello e il cattivo tempo e solo usando materiale trovato in loco… non è il caso di mettere un su quest’abilità che, per essere padroneggiata necessita di manualità e buon occhio, che solo la pratica può affinare.

4. Attrezzi, coltelli ed armi

Dagli aghi per rattoppare i nostri abiti ai coltelli da campeggio, cacciaviti, chiavi inglesi, fino a strumenti più pesanti come seghe, asce e tutto ciò che si trova in una cassetta degli attrezzi: saperli maneggiare è di grande aiuto in un mondo post-atomico così come nella nostra capanna in montagna. La conoscenza di archi e frecce, pugnali e armi da fuoco può  essere vitale per l’autodifesa soprattutto in terre selvagge, ormai ben poco diffuse nel nostro continente. Una buona mira, anche con una fionda, può in ogni caso essere utile in numerose circostanze. Insomma, essere impacciati con attrezzi e goffi nell’utilizzo di strumenti che possono preservare la nostra vita da minacce esterne non è un buon biglietto da visita per una natura che sa essere severa. E qui vogliamo volutamente ignorare la minaccia più grande, ben nota a film e fiction catastrofiste di successo, quella dello stesso uomo contro i suoi stessi simili.

Leggi anche
Escursioni: come non farsi scoraggiare dalla pioggia

5. Saper costruire

Essere in grado di costruire un rifugio temporaneo con materiali recuperati, potrebbe salvarci la vita, specialmente quando fa freddo. Indubbiamente, strutture più elaborate e durature necessitano di alcune abilità di falegnameria e muratura.
Sapere come posare i mattoni, mescolare il cemento, costruire muri robusti e diritti per sostenere un tetto, ecc., Tutto questo può aiutarci nella vita di tutti i giorni, che si tratti di costruire un capanno da giardino o un pollaio. Se possiediamo le competenze necessarie, possiamo sempre trovare materiali adatti a sostituire ciò che manca. Ad esempio, i blocchi di fango essiccati al sole possono prendere il posto di mattoni e pasta di fango  per tenerli insieme come cemento.
Saper lavorare il legno può renderci ugualmente autosufficienti, oltre ad essere un hobby divertente e produttivo. Tuttavia tagliare il legno, sagomarlo e unirlo per formare gli elementi strutturali della casa o dei mobili, richiede conoscenza, esperienza e precisione.

6. Uso e manutenzione di macchinari anche a motore

La conoscenza pratica della meccanica di tutti i giorni dovrebbe essere nella lista delle priorità di tutti. Qualsiasi dispositivo che renda semplice la vita può essere considerato una macchina, indipendentemente dal fatto che venga azionato manualmente, elettricamente o elettronicamente. Un po’ di abilità nella manutenzione di piccoli dispositivi, dal galleggiante dello sciacquone al motore di un tagliaerba, possono avvantaggiare la persona autosufficiente, che potrebbe trovarsi a un’ora o più di auto dal negozio più vicino. Cose come stringere un dado o cambiare una candela possono darci fiducia nell’affrontare problemi più seri, senza la soggezione tipica di chi non si è mai sporcato le mani di grasso.

7. Orientamento

In una città, la capacità di leggere mappe e segnali stradali può aiutarti a spostarti da un luogo all’altro anche senza ricorrere al GPS. Ma in una situazione meno controllata, sia sulla terra che sull’acqua, l’autosufficienza per quanto riguarda la navigazione dipende dalla nostra capacità di trovare indicazioni dai segnali che la natura fornisce.
Oltre alla posizione del sole durante il giorno e alle stelle di notte, sapere dove cresce il muschio o in quale direzione il vento soffia in una stagione particolare può essere di valore inestimabile. Saper interpretare i segnali dai dalle condizioni meteorologiche può essere di grande aiuto in determinate circostanze.
Molte di queste abilità di autosufficienza possono essere ulteriormente sviluppate praticandole quando sono effettivamente necessarie, ma conoscere le basi in anticipo ci dà una solida base per poter fare scelte di percorso consapevoli e non solo.

Altro su Back to the Wild

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Selezionati da


I più