Alex Honnold

Alex Honnold, a mani nude sulle vette del pianeta

In attesa dell’uscita del suo film documentario Free Solo, Alex Honnold ha rilasciato un’intervista al National Geographic dove parla delle sue incredibili arrampicate e della sua più grande paura. Quella di cadere? No. Quella di parlare in pubblico.

Alex è la prima e unica persona ad aver scalato in solitaria El Capitan (nel giugno del 2017), salendo i quasi 1.000 metri in 3 ore 56 minuti di questo monolito di granito nello Yosemite National Park, senza una corda e sistemi di protezione in caso di una caduta. Free Solo, un documentario sulla scalata storica, verrà distribuito nei prossimi mesi.

FREE SOLO – Arrampicata senza imbracature
È una forma di arrampicata dove l’arrampicatore rinuncia a corde, imbracatura e qualsiasi altra protezione durante la scalata: ciò significa che un errore è spesso fatale.
Gli arrampicatori che praticano questa attività devono avere un’ottima padronanza dei movimenti alpinistici e un altissimo grado di concentrazione.

Timido e riservato, Alex Honnold ha iniziato a frequentare le montagne dall’età di 11 anni e si ritrova suo malgrado ad essere una celebrità.

Alex Honnold sull’arco di Bishekele, Chad, Africa. © Jimmi Chin

Durante l’addestramento per affrontare lo Yosemite, Honnold e il suo team hanno affrontato arrampicate su rocce con proporzioni, difficoltà e tecniche comparabili: le montagne dell’Atlante in Marocco. I collegamenti tra il Marocco e l’Occidente americano potrebbero non saltare subito all’occhio, ma gli scalatori possono stabilire una connessione che altri non considererebbero: la geologia.

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La maggior parte dell’Europa è calcarea, dice Honnold, come del resto molte zone del sud-est asiatico. “Potresti scalare una grande grotta in Grecia e scalare la stessa formazione rocciosa in Tailandia. Lo stesso tipo di roccia, lo stesso stile di arrampicata, ma un’esperienza culturale completamente diversa.”

Oltre alle rocce, viaggi ed esplorazioni 

Honnold ama lo Yosemite, “il posto che preferisco di più al mondo” e lo elogia per i suoi “le sue pareti lisce, limpide, perfette”.
Per apprezzare il parco, dice Honnold, non devi essere un alpinista di livello mondiale, perché anche la maggior parte dei sentieri sono eccezionali, in particolare quelli che sono stati dismessi dal Park Service, spesso più selvaggi e accidentati.

“Ho aperto nuove vie su tutti e sette i continenti”, dice Honnold, “mi piace esplorare posti nuovi e vedere il mondo.” La maggior parte delle immagini ritraggono Honnold alle prese con arrampicate, ma i suoi viaggi in giro per il mondo sono sempre accompagnati da esperienze incredibili e ama farne tesoro. “Viaggiando per Giordania e Israele, è incredibile vedere i segnali stradali di località citate dall’Antico Testamento. Tracce viventi di una storia unica. “

Immaginandolo sospeso a centinaia di metri, con la sola forza dei suoi muscoli, pochi penserebbero che Hannold possa essere spaventato da qualcosa.  Ma nell’intervista rivela che c’è ancora qualcosa teme: parlare in pubblico. “Parlare in pubblico è sempre stata un’esperienza orribile, ma ora mi sento abbastanza rilassato.” Tutto grazie alla pratica, dice. “Un po’ come la mia esperienza con il paracadutismo: praticamente ogni volta che mi lanciavo credevo di non avere il coraggio”, ma questo non gli ha impedito di farlo. Più volte.

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La pratica rende perfetti – e come dice Honnold nel suo prossimo film, “o sei perfetto o sei morto”.

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